Abruzzo

Alla scoperta di Pescara Vecchia con le guide di Natourarte

8 maggio 2015

Avevo solo poche ore a disposizione per scoprire qualcosa in più di Pescara e così, complice un prezioso scambio di tweet, ho deciso di affidarmi alle guide esperte dell’associazione Natourarte. Si tratta di un’associazione con alle spalle 15 anni di esperienza, che accompagna gruppi e turisti alla scoperta di una regione, l’Abruzzo, piena di tesori preziosi, sul mare ma soprattutto nell’entroterra.

Insieme alla gentilissima Gabriella, considerata anche la mia passione per la letteratura, abbiamo deciso di concentrarci su Pescara Vecchia, dove sorge la casa di Gabriele D’Annunzio e molti altri luoghi davvero interessanti. 

Il punto di incontro è in Piazza Unione; Gabriella mi accoglie con un sorriso e comincia subito a raccontarmi la storia di questa parte speciale della sua città.

Mi fa notare che Pescara è una città sui generis; non ha un centro storico vero e proprio e ha più l’aspetto di una città di mare americana. Ma Pescara non è stata sempre così.

Il nome della piazza, Unione appunto, le permette subito di raccontarmi del momento in cui è nata Pescara per come la intendiamo e conosciamo oggi, dopo la fusione, nel 1927, tra Pescara, sulla riva sud dell’omonimo fiume, e Castellammare.

Tornando ancora indietro nel tempo scopro che la città ha origini antichissime e che, per la sua posizione strategica è stata antico porto delle genti italiche, dai Peligni ai Marrucini, solo per citarne alcune. Ed è stata soprattutto il porto sul mare Adriatico dei Romani, con la Via Tiburtina che, passando per Tivoli, collegava Roma e Pescara.

Un porto dunque, ma non una città. Il territorio infatti era paludoso e lo dimostra il fatto che ancora oggi Pescara si allaga facilmente.

Nonostante questo, nei primi secoli dopo Cristo, Pescara ha avuto il suo insediamento romano. Ce lo dimostra la presenza della Chiesa di Santa Gerusalemme, risalente al 4 secolo d.C.

Solo durante il Rinascimento fu dotata di una cinta muraria e di uno schema urbanistico per la Fortezza borbonica a forma di stella. Di questo periodo rimane solo la toponomastica.

Schema dell'antica Fortezza Borbonica

Schema dell’antica Fortezza Borbonica

La Fortezza è infatti stata smantellata già a partire dall’Unità d’Italia, dopo esser stata per secoli la sede di militari stanziati in città a scopo difensivo contro le scorribande dei Saraceni, che ancora oggi vengono ricordate e rappresentate con manifestazioni in costume.

Dopo l’Unità d’Italia, venuta meno questa necessità si penso di farla diventare, complice la sua posizione strategica, una città commerciale. Risale agli anni ’70 del 1800 la costruzione della ferrovia di Porta Nuova a cui seguì l’ampliamento della cittadina.

Purtroppo i bombardamenti del 1943 hanno raso al suolo oltre il 70% delle costruzioni di Pescara; della città vecchia restano solo tre strade: Viale delle Caserme, Corso Manthone e Via dei Bastioni. Qui, dove oggi sorgono locali e ristoranti, c’erano le vecchie botteghe, popolate di pescatori e marinai. Lungo Via delle Caserme poi, sorge l’antico Bagno Penale, oggi sede del Museo etnografico delle Genti d’Abruzzo. 

Sul corso principale sorge la casa natale del poeta Gabriele D’Annunzio, oggi casa-museo di cui vi parlerò in un post specifico, e quella di Ennio Flaiano, sceneggiatore e scrittore italiano. Quest’ultimo collaborò con il grande Fellini in numerosi sui film, tra cui i “Vitelloni”. E’ Flaiano stesso a spiegare il perché di questo titolo: «Il termine “vitellone” era usato ai miei tempi per indicare un giovane di famiglia modesta, magari studente, ma o fuori corso o sfaccendato».

Flaiano

In memoria di Ennio Flaiano

Sempre tra le vie di Pescara Vecchia è nato anche Basilio Cascella, capostipite di una famiglia di artisti locali, ad uno dei quali si deve la famosa Nave Cascella che si può ammirare sul lungomare della città.

Una via in cui si respira arte, letteratura e cinema dunque e io potevo mai farmela sfuggire?

Gabriella è stata davvero speciale. Mi ha accompagnata lungo queste strade cariche di storia, sopportando le mie pause continue in cerca dello scatto perfetto (che puntualmente non arriva!), e facendomi scoprire tante piccole chicche della sua città, come l’usanza de Ballo della Pupa, festa tradizionale abruzzese in cui queste pupe vengono indossata esclusivamente da uomini e dalla cui struttura in ferro partono degli spettacolari fuochi d’artificio.

La Pupa abruzzese

La Pupa abruzzese

Passeggiando per queste strade ci siamo imbattute in vecchie abitazioni affiancate da moderne sculture in pietra locale, nella facciata imponente della bellissima e moderna Cattedrale (il cui bianco ci ricorda che siamo in una città di mare, in cui il mare si respira ovunque) e nei graffiti coloratissimi di Christian Serafini.

Spostandoci in macchina Gabriella mi ha portato a conoscere una Pescara diversa; quella della grande pineta e delle case in stile Liberty progettate dall’architetto Liberi che aveva pensato a Pescara come una vera e propria città giardino.

La pineta di Pescara

La pineta di Pescara

Non ci siamo fatte mancare una sosta presso il famoso “Ritrovo del Parrozzo” (in Viale Pepe, 41), che ha cambiato sede ma ha mantenuto gli arredi di un tempo. Tempo in cui Luigi D’Amico, intimo di D’Annunzio, ha dato vita al ‘parrozzo’, dolce tipico di Pescara, con pasta di mandorla ricoperto di cioccolato fondente. Una delizia!

Il ritrovo del Parrozzo

Il ritrovo del Parrozzo

La nostra visita è terminata così, in maniera dolcissima! Ho conosciuto una città piacevole, ricca di storia e di contrasti, che vi consiglio di scoprire insieme a tutta la sua regione, avvalendovi delle guide specializzate di Natourarte. 

Per maggiori informazioni sulle guide, gli itinerari, i prezzi e molto altro potete visitare il loro sito, contattarli su Twitter o scrivere a info@natourarte.it. Non ve ne pentirete! E se incontrate proprio Gabriella, datele un bacio da parte mia, quella con lei rimarrà una delle visite guidate più interessanti e piacevoli che io abbia mai fatto 🙂

 

 

 

 

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