Riflessioni

Quando raccontare fa bene al cuore

29 marzo 2015

Sapete quanto amo le parole, quanto amo scrivere, raccontare. Lo faccio per lavoro, ma lo faccio soprattutto per necessità, per passione!

Ci sono dei luoghi però, dei quali è difficile scrivere. Perché sono luoghi impegnativi, importanti, dolorosi, come nel caso di un campo di concentramento: un luogo che inevitabilmente ti segna e che ho provato a raccontarvi a modo mio in questo post.

E poi ci sono quei luoghi difficili da raccontare perché rappresentano un ricordo pesante per te stessa. È capitato con Parigi, la città del primo viaggio con il mio grande Amore. Che alla fine però ho deciso di iniziare a raccontare proprio a partire dall’angolo che ho amato più di ogni altra cosa durante quel viaggio. Perché anche quando certe cose finiscono, i ricordi rimangono lì. E allora tanto vale lavorarci su, elaborarli, renderli preziosi e magari anche utili.

parigi

E così è arrivato anche il momento di parlare di una splendida villa romana in cui sono finita per caso in un viaggio di ritorno dall’Abruzzo e nella quale uno stupidissimo incidente mi ha costretto a mesi di letto e di fisioterapia prima di rimettermi in piedi.

Una stupida caduta. La corsa in ospedale da sola. Questi sono i momenti in cui ti maledici per viaggiare da sola! Ma anche questa è passata ed è arrivato il momento di parlarne.

Intere settimane estive in cui la mia unica prospettiva è stata questa finestra. Niente a che fare con le mie amate finestre, quelle che vi racconto in giro per il mondo con il progetto #windowsfromworld. Quella finestra ho finito per odiarla.

Poi però mi sono sforzata di vedere anche questa cosa come un’opportunità: e così ho visto film, letto libri, viaggiato con tanti racconti in rete, fatto progetti, tra cui anche questo blog, studiato tanto.

Ed ho capito che affrontare i propri limiti e le proprie paura è un passo necessario.

Faticoso, sicuramente. Ma anche salutare.

D’altronde mettere nero su bianco le mie inquietudini, i miei progetti, i miei dubbi mi ha sempre aiutata a fare chiarezza, a ripartire più leggera. Di quella ‘leggerezza’ di cui parla Calvino e di cui presto spero di parlare anche io.

Prendete la vita con leggerezza,  che

Così domani vi porto con me a Villa Adriana, la splendida dimora dell’Imperatore Adriano a Tivoli, a due passi da Roma. E al solo pensiero già mi sento più leggera.

Certo, a volte le caviglie fanno ancora male, ma c’è un sole da favola e io posso correre! 🙂

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