Canada

Canada occidentale: cosa vedere in 10 giorni

26 luglio 2016
Butchers Gardens, giardini giapponesi di Victoria

Riprendo in mano l’itinerario completo di cui vi avevo già parlato qui per raccontarvi quelli che sono stati i nostri 10 giorni alla scoperta del Canada occidentale, tra metropoli, praterie e soprattutto i bellissimi parchi nazionali di Banff e Jasper, in cui siamo arrivati dopo due settimane on the road in Canada Orientale.

10 giorni alla scoperta del Canada Occidentale: l’itinerario

  1. Arrivo a Calgary e visita della città;
  2. Calgary – Banff (arrivo in tarda mattinata, visita della città ed escursioni intorno ad essa);
  3. Banff (spostamento lungo la The Bow Valley Parkway, verso i laghi Louise e Moraine);
  4. Banff – Jasper (lungo il tragitto sosta al Peyto Lake e all’Athabasca Falls);
  5. Jasper (visita all’Athabasca Glacier e giro sullo Skywalk, il glass floor sulle Montagne Rocciose);
  6. Jasper – Sun Peaks;
  7. Sun Peaks – Vancouver (arrivo in mattinata, sosta al Capilano Suspension Bridge Park e visita della città);
  8. Vancouver (escursione in idrovolante alla scoperta della meravigliosa Vancouver Island);
  9. Vancouver, visita della città;
  10. Volo di ritorno in Italia.

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Le regioni di Alberta e British Columbia hanno davvero moltissimo da offrire e ciascuno ha la possibilità di disegnare il proprio itinerario di viaggio in base a preferenze e passioni specifiche. Chi ama la natura potrà concentrarsi sui parchi nazionali, gli sportivi potranno scoprire questa zona di mondo attraverso escursioni, giri in canoa e kayak e gli appassionati di architettura e arte troveranno pane per i loro denti a Vancouver e sulla sua isola.

Nel nostro itinerario noi abbiamo cercato di toccare i principali centri dell’ovest e ci siamo concentrati molto sull’aspetto naturalistico, andando a cercare, anche nelle grandi città, parchi e giardini particolari da visitare. 

Dedicherò articoli specifici alle tappe più significative, intanto di seguito quello che abbiamo fatto, che rifaremmo e quello che invece avremmo potuto, secondo noi, evitare.

Calgary

Quello di Calgary è stato il nostro aeroporto di arrivo; ci siamo fermati solo un pomeriggio e una notte. L’impatto non è stato il massimo, forse perché arrivavamo da Toronto che ci è piaciuta davvero tanto. Così il mattino dopo di buon ora ci siamo subito messi in cammino verso Banff.

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Di Calgary ci rimarranno i grattacieli, la luce del sole fino a tarda sera, la vasca del centro in cui i ragazzi si rincorrevano e schizzavano, i locali con i tavoli all’aperto sulla via principale e gli uomini vestiti da cow boy che puoi incontrare negli angoli più impensabili della città.

Banff

All’ingresso del Banff National Park ci sono dei caselli per il pagamento in base ai giorni di sosta all’interno dei parchi: noi per quattro notti tra Banff e Jasper (con piccola deviazione allo Yoho Park, anch’esso incluso) abbiamo pagato circa 70 dollari. Ricordate di tenere sempre bene in vista il pass, attaccandolo direttamente sul parabrezza e potrete godervi senza problemi tutte le meraviglie dei parchi nazionali canadesi.

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Siamo arrivati a Banff sotto un cielo grigio che non prometteva nulla di buono. Dopo un primo giro di perlustrazione sotto gli ombrelli e uno stop al fornitissimo centro informazioni, sulla via principale della cittadina, ci siamo chiusi in hotel, con tanto di piscina vista monti. Quando siamo usciti sembrava di essere in un altro posto: tantissima gente, negozi di ogni genere, tanti locali per la sera e una passeggiata fino al ponte che ci ha regalato questa vista mozzafiato: 

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Anche con la pioggia e il freddo ci sono tantissime cose da fare a Banff, tra centri commerciali, negozi di ogni genere e musei a tema.

Se volete saperne di più sulla storia locale delle Montagne Roccio il Whyte Museum of the Canadian Rockies è quello che fa per voi, mentre se siete come me, e sognate Natale tutto l’anno, non potete non entrare nel famosissimo Banff Christmas Market.

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Fortunatamente anche Luca, come me, ha un debole per luci, lucine e decorazioni varie, così abbiamo trascorso dentro questo negozio del tempo interminabile e siamo tornati a casa con alcuni oggetti troppo carini che non vediamo l’ora di tirar fuori per il nostro primo Natale da sposati!

Banff National Park

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Giacca a vento e ombrello a portata di mano, siamo partiti alla scoperta del Banff National Park.

La prima tappa è proprio a Banff a pochissima distanza dal centro cittadino, tanto che ci si può arrivare anche a piedi: le Bow Falls sono le principali cascate create dal Bow River che attraversa gran parte del parco e arriva anche a Banff, appunto.

Nonostante il grigiore del cielo, il paesaggio è perfetto e accompagnati dal rumore dell’acqua percorriamo un tratto di sentiero che ci porta in mezzo al bosco. Splendido!

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I percorsi e le escursioni possibili, qui come in tutto il Parco Nazionale, sono molti per cui il consiglio è quello di recarvi al centro informazioni di Banff e chiedere quali sono i sentieri aperti (alcuni non sono praticabili durante il periodo estivo per la presenza di orsi ed altri animali) e quali sono i più adatti alle vostre preferenze e condizioni fisiche.

Il nostro viaggio all’interno del Parco Nazionale è proseguito lungo la Bow Valley Parkway, alla scoperta dei laghi Louise e Moraine, due specchi d’acqua limpidissima in cui si specchiano le Montagne Rocciose innevate. Prendetevi una giornata intera, armatevi di scarpe comode e macchina fotografica e godetevi queste meraviglie da ogni prospettiva possibile. Non ve ne pentirete!

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Jasper

Una tipica cittadina di montagna, più piccola e meno frequentata di Banff. Qui la pace regna sovrana e alle 22 della sera, con il sole ancora alto, c’erano più animali in giro che uomini: una favola per gli occhi trovare sul ciglio della strada, a poche centinaia di metri dal centro, alci, cervi e cerbiatti intenti a mangiare erba fresca e bere dai piccoli ruscelli.

Canada Occidentale: incontro con Moose

Jasper National Park

Visto il poco tempo a disposizione abbiamo lasciato indietro alcuni laghi che dicono meritino di esser visti, come il Maligne, per esempio, per dedicarci alla montagna e in particolare all’Athabasca Glacier, lungo la Icefield Parkway, direzione Banff.

Preparatevi ad un grande freddo, ma state pur certi che ne varrà la pena; a bordo di un mezzo speciale si raggiunge la spianata del ghiacciaio dove potrete passeggiare, con molta cautela, scattare foto e bere acqua purissima (e freddissima!).

L’escursione non è delle più economiche ma nemmeno di quelle che si fanno tutti i giorni, quindi fossi in voi, ci farei un pensierino.

Potete scegliere di abbinare quest’uscita al Glacier Skywalk, una passeggiata sospesi nel vuoto, su una passerella di vetro da cui si gode di una vista sulla valle e sulle montagne circostanti (ma non sul ghiacciaio, come dicono in molti).

Il resto del tempo trascorso dentro il Jasper National Park, lo abbiamo dedicato alle fermate lungo la strada panoramica, con tanto di sosta alle Athabasca Falls e ad altri laghi, torrenti e cascatelle che si incontrano ad ogni angolo e che spesso rendono ancora più speciale e sorprendente il viaggio stesso.

ghiacciaio

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Sun Peaks

Quella a Sun Peaks è stata una sosta obbligata per spezzare i circa 800 km che separano la cittadina di Jasper da Vancouver.

La strada anche questa volta ci ha regalato emozioni a non finire, come il favoloso YellowHead Lake dai classici colori autunnali di cui vi ho già parlato qui, e l’incontro con tanti altri animali locali.

Tornando indietro però avremmo scelto un’altra sosta, magari a Whistler, famoso centro turistico sulle montagne canadesi, dove avremmo potuto dedicarci ad attività sportive e rilassarci un po’ senza fare la deviazione che ha comportato fermarsi a Sun Peaks, che nel periodo estivo, anche a detta di chi ci vive e lavora, non è proprio il massimo della vitalità.

Vancouver

Dopo una divertente e istruttiva sosta al Capilano Suspension Bridge Park (di cui vi parlerò in uno dei prossimi post) siamo giunti alla città che ci ha lasciato più interrogativi e dubbi di tutto il viaggio. Bellissima sotto alcuni punti di vista, sporca e pericolosa, almeno a parer mio, sotto altri.

Vancouver dalle due anime, anche se la seconda a molti sembra non esser pervenuta. Forse è stata una nostra impressione, forse siamo stati solo sfortunati, forse siamo partiti con troppe aspettative, ma VanCity ci ha lasciato un po’ di amaro in bocca.

Quel che è certo è che lo Stanley Park, con i suoi 9 km di perimetro lungo l’oceano è uno dei parchi più belli che io abbia mai visto e che lo skyline della città visto da qui è qualcosa di favoloso. Magari gli daremo un’altra possibilità 🙂

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Vancouver Island

A differenza di Vancouver, con la sua isola è stato amore a prima vista.

Sarà che siamo arrivati lì con un volo speciale in idrovolante, sarà che ci ha accolti con il sole, dopo un risveglio grigio e freddo in città, sarà che Victoria è piena di fiori e di gente sorridente, ma a noi è piaciuta davvero tanto. Peccato non avere avuto più tempo per spingerci magari fino a Tofino, in cerca di onde con la tavola da surf!

Abbiamo visitato il Parlamento di Victoria, ad ingresso libero e con visita guidata in costume, abbiamo passeggiato per il porto e abbiamo preso un bus che ci ha portato a scoprire la meraviglia del Butterly Gardens, tra mille farfalle colorate, pappagalli e fenicotteri e del Butchart Gardens, con i suoi giardini all’italiana, quello giapponese e il favoloso roseto in fiore.

Un vero paradiso, il modo perfetto per concludere un viaggio speciale come questo alla scoperta del Canada occidentale. 

Victoriagarden

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