Lazio

Faggeta Vetusta del Monte Cimino: il fascino di un bosco senza tempo

5 Giugno 2020

Ci sono dei luoghi che sembrano uscire direttamente da un libro di favole, sospesi come sono, fuori dallo spazio e dal tempo.

La Faggeta del Monte Cimino, nel cuore della nostra Tuscia viterbese, per noi è proprio questo: un luogo del cuore, uno di quelli dove tornare e ritornare senza mai stancarsi e trovando sempre un motivo per innamorarsene.

L’abbiamo visitata in ogni mese dell’anno, ad ogni ora del giorno – e della notte, visti gli innumerevoli appostamenti di Luca in attesa dell’alba oppure di notte, per fotografare il cielo stellato che si apre tra le fronde dei faggi.

Abbiamo passeggiato sulle foglie croccanti dell’autunno quando i colori caldi del fogliame sembrano stringerti in un lungo, accogliente, abbraccio; ci siamo inoltrati nei sentieri battuti dal vento e ricoperti dalla neve; abbiamo fatto trekking tra il verde rigoglioso della primavera e vi abbiamo trovato ristoro durante le torride giornate d’estate.

E siamo tornati a scoprirla con Gabriele, che entusiasta abbracciava alberi e si arrampicava ovunque, come in un parco giochi a cielo aperto.

Questo per dirti che la Faggeta Vetusta del Monte Cimino è un luogo adatto a tutti, per tutte le età e in tutte le stagioni dell’anno.

Il monte Cimino con i suoi 1.053 metri di altitudine è la cima più alta della catena dell’Antiappennino laziale dei Monti Cimini. La faggeta è inclusa nel territorio di Soriano nel Cimino e si estende per oltre 60 ettari, tra le più maestose di tutto il centro Italia.

Il luogo perfetto per gli amanti delle escursioni, per gli appassionati di trekking, per i fotografi naturalistici, ma anche per chi è in cerca di pace e tranquillità e vuole semplicemente sdraiarsi e rilassarsi: attraversandola incontrerai anziani con le loro sedioline, impegnati tra cruciverba e uncinetto, famiglie con bambini o animali, sportivi; tutti uniti dall’amore per la natura che qui la fa da padrona da millenni.

Da quando il bosco del Monte Cimino era abitato da antiche popolazioni, ai tempi degli etruschi e dei romani, come testimoniato dai numerosi ritrovamenti, oggi conservati nelle sale del museo Pigorini di Roma.

Proprio i Romani per secoli provarono invano a penetrare questo bosco selvaggio arroccato sui monti. Alla fine ci riuscirono e da qui presero il legname per la realizzazione della celeberrima flotta navale romana, impegnata nelle guerre puniche contro Cartagine.

Per tutto il periodo medievale fino agli inizi del ventesimo secolo la Faggeta di Soriano nel Cimino fu relegata a funzione pascolo per i suini e sfruttata la produzione di foraggio per gli animali.

Solo alla fine del 1800 si cominciò a prendere consapevolezza della ricchezza e del valore paesaggistico di questo territorio che ancora oggi rappresenta uno dei fiori all’occhiello di tutta la provincia.

Tra le particolarità della Faggeta sicuramente da segnalare la presenza di grandi formazioni rocciose, testimonianze dell’intensa attività vulcanica del territorio della Tuscia (così come lo sono gli speroni tufacei su cui sorgono tanti dei meravigliosi borghi della zona).

Questi sassi detti anche domi si trovano un po’ ovunque all’interno della Faggeta e suscitano curiosità in noi adulti e stupore e meraviglia nei più piccoli che si divertono a trovare somiglianze tra questi giganti di roccia e gli animali o i personaggi della loro immaginazione.

Tra questi massi uno è davvero particolare: si tratta di un grande macigno famoso con il nome di sasso “menicante” o sasso “naticarello”. Il suo nome è legato alla sua particolare posizione, in equilibrio – precario – sul terreno: lo stesso Plinio il Vecchio lo considerava un “miracolo della natura”. Tu stesso potrai toccare con mano la sua unicità: grazie alla sua posizione, in bilico su una ristretta base di appoggio, e alle condizioni del terreno, ti basterà utilizzare un bastone come leva per sollevare e far oscillare senza alcuna fatica questo gigante di oltre 250 tonnellate.

Un ulteriore motivo per scegliere di visitare questo luogo magico, capace di rigenerare e ammaliare.

E se questo non dovesse bastare sappi che nel 2017 l’Unesco ha dichiarato la Faggeta Vetusta del Monte Cimino Patrimonio dell’Umanità!

Noi siamo di parte e non possiamo che consigliarti di includerla in un itinerario alla scoperta dei tesori della Tuscia, certi che non potrai che innamorartene!

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