Campania

Visitare Pompei: tutti i consigli per fare un salto indietro nel tempo

11 maggio 2017

Visitare Pompei è stata per me un’emozione unica: ho avuto la sensazione di camminare sulla storia e mi è sembrato di avvertire, sotto la pelle, le storie di quanti hanno vissuto e sono morti in questa città meravigliosa alle pendici del Vesuvio e a due passi dal mare.

Visitare Pompei: cenni storici

Pompei sorge su un lieve pianoro, a circa 30 metri sul livello del mare. Le testimonianze più antiche dell’esistenza della città risalgono al VII secolo a.C. quando fu realizzata la prima cinta muraria in tufo.

Quella di Pompei era una società aperta, mista, in cui si erano incontrati elementi etruschi, greci e indigeni.

Divenuta colonia romana, in epoca imperiale Pompei fu arricchita di splendidi edifici pubblici e privati, che furono solo in parte ricostruiti dopo che nel 62 d.C. la zona fu colpita da un violento terremoto.

Quando nell’agosto del 79 d. C. Pompei fu seppellita di cenere e lapilli per via dell’eruzione del Vesuvio, essa si presentava ancora come un cantiere a cielo aperto che rimase sommerso per secoli, fino alle prime scoperte, risalenti al XVI secolo.

Il vero e proprio intervento di scavo, recupero e ristrutturazione di tutto il patrimonio artistico e architettonico risale però solo agli ultimi due secoli, quando la città, che si estende per oltre 65 ettari, fu suddivisa in regiones e insulae che ancora oggi aiutano gli esperti nello studio e i visitatori nell’orientamento.

Visitare Pompei: il percorso tra gli scavi

Considerata l’estensione della città antica, non è affatto semplice capire come muoversi all’interno dell’area degli scavi. Se non avete intenzione di seguire una visita guidata o di farvi accompagnare da una guida specializzata, vi consiglio almeno di munirvi di mappa e guida cartacea al punto informazione presente subito dopo la biglietteria e valutare subito quale percorso scegliere.

Se avete molto tempo per visitare Pompei potete perdervi per le varie regiones e lasciarvi ispirare dalle antiche strade e dai nomi della ville. La visita potrà richiedere oltre sei ore, ma saprà sicuramente riservarvi una serie infinita di sorprese.

Se invece non avete molto tempo, concentratevi su una zona dell’antica città oppure sulle attrazioni di maggiore interesse, quelle meglio conservate e che da sole possono raccontare tanto di come doveva essere la vita in questo paradiso nel cuore della Campania.

Quel che è certo è che sicuramente perderete qualcosa, come è successo a noi: vorrà dire che avrete una scusa per tornare!

Noi siamo entrati attraverso Porta di Stabia e, anche se abbiamo dedicato a Pompei un’intera mattinata prima di arrivare in costiera, non siamo riusciti a terminare la visita della regio VI che porta fino alla famosa Villa dei Misteri e alla Necropoli di Porta Ercolano.

Appena entrati, ci siamo trovati subito immersi in un’atmosfera unica, piena di verde, di statue e di colonne che arrivano fino al Teatro Grande e al Teatro Piccolo.

Impossibile visitare Pompei senza immaginare la vita che brulicava tra le vie di Pompei, nelle terme, nelle palestre dei gladiatori, nei templi, nelle locande e nei locali commerciali, tra i manifesti elettorali dipinti sulle mura delle città e le strade lastricate segnate dal passaggio delle ruote dei carri.

Visitare Pompei: alcuni dei luoghi da non perdere

Anfiteatro: il più antico tra quelli noti nel mondo romano. Costruito nel I secolo a. C. poteva accogliere fino a 20.000 spettatori.

Casa del Menandro: rappresenta il tipico esempio di residenza di una famiglia di alto rango. La casa deve il suo nome al dipinto di Menandro, commediografo greco, posto nel portico, mentre l’atrio è affrescato con scene tratte dai poemi dell’Iliade e dell’Odissea.

Foro: l’impatto con il foro civile è da togliere il fiato. Uno spazio vastissimo nel quale si svolgevano le principali attività cittadine: su di esso infatti si affacciavano gli edifici pubblici e quelli di culto e al suo interno si svolgeva adunanze e mercati.

Casa di Octavius Quartio: una delle case che più ci ha colpito, replicava la struttura delle più grandi ville di campagna dell’aristocrazia del tempo. Degno di nota il giardino, articolato su due livelli diversi e segnato da corsi d’acqua artificiali, animati da fontane e piccole cascate.

Casa del Fauno: una delle case più ampie di Pompei, estesa per un intero isolato di oltre 3000 mq. La ricchezza dei proprietari si percepisce subito dall’atrio e dalla complessità dei pavimenti e dei capitelli. Al centro dell’impluvio (bacino per la raccolta dell’acqua piovana) si trova una copia del satiro danzante, il Fauno, da cui la casa ha preso il nome.

Terme Stabiane: tra le più antiche terme romane di cui abbiamo conoscenza, le Terme Stabiane si aprono su un ampio cortile che divideva la zona dedicata agli uomini da quella, più semplice, dedicata alle donne. Interessante vedere la separazione degli spazi, il sistema di tubazioni e i doppi pavimenti per il riscaldamento dei locali.

Casa delle pareti rosse: particolarmente interessante per il caratteristico colore rosso che ha dato il nome alla casa e che si è conservato in alcuni ambienti. Nell’atrio, come in molte case, troviamo il tipico larario, un piccolo tempio dedicato al culto dei Lari, le divinità domestiche protettrici della casa.

Teatro Grande e Teatro Piccolo: realizzato sfruttando la pendenza del terreno in quel particolare punto, il teatro grande fu realizzato nel corso del II secolo a.C. e successivamente rivisto secondo il gusto romano per ospitare commedie e tragedie di tradizione greca e romana. Il teatro più piccolo invece, molto probabilmente era destinato alla rappresentazione del mimo, un genere molto in voga in quel tempo.

Casa e Thermopolium di Vetutius Placidus: un locale commerciale, dove si servivano bevande e cibi caldi conservati in grandi giare incassate nel bancone in muratura, riccamente decorato.

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