Riflessioni

Il cuore dell’Italia è ancora in piedi e ha bisogno di noi

1 febbraio 2017

Lunedì scorso, complice un pomeriggio libero dal lavoro e un timido sole di fine gennaio, siamo tornati a Civita di Bagnoregio, una delle perle della nostra Tuscia, famosa in tutto il mondo come “la città che muore”.

Abbiamo spento il cellulare e acceso i sensi. Ci siamo presi per mano e abbiamo passeggiato tra vicoli stretti e gatti sornioni, riscoprendo il piacere di rallentare, di raccontarci, ridere e ascoltare il silenzio dell’aria di fine gennaio.

Avevamo bisogno di staccare la mente e Luca ne ha approfittato per scattare delle foto per il suo sito e un progetto speciale.

Sono state ore lente e silenziose, tra i vicoli di un borgo praticamente deserto, cosa che inizialmente ed egoisticamente ci ha fatto davvero piacere perché era proprio quello di cui sentivamo la necessità: un mix di silenzio e bellezza che solo i piccoli borghi riescono a regalare.

Civita di Bagnoregio

La sensazione però è drasticamente cambiata quando siamo entrati in un bar ristorante e abbiamo parlato con i proprietari. Ci hanno raccontato che dal 30 ottobre, giorno del terremoto, il turismo ha subito un brusco calo e che le attività turistiche locali stanno vivendo un momento davvero difficile.

Tutto questo a Civita di Bagnoregio, dove il terremoto si è sentito con meno violenza di alcune parti di Roma.

Mi sono fermata a pensare alle regioni colpite dalle scosse e a tutte quelle persone che con dignità, coraggio e amore per la loro terra stanno cercando di ripartire.

Il mio Lazio, l’Umbria, l’Abruzzo, le Marche sono ancora in piedi. Ci sono luoghi considerati pericolosi che sono più lontani della Capitale dai paesi terremotati e che registrano un picco di cancellazioni di prenotazioni già effettuate.

La paura è comprensibile, la mancata o errata comunicazione lo è molto meno. Ci sono intere famiglie che hanno bisogno di ritornare a vivere e sperare. Noi ci siamo!

Come ci siamo per Castelluccio di Norcia, altra perla della mia adorata Umbria, il cuore dell’Italia che ora più che mai ha bisogno del cuore degli italiani.

La scossa di terremoto di fine ottobre ha distrutto vite, pezzi di storia e prospettive di futuro anche qui, in un piccolissimo borgo a cui mi legano un amore autentico e ricordi dolci, pieni di nostalgia. 

Ricordo le passeggiate sotto braccio a mio nonno tra i vicoli di Norcia, sotto la Basilica di San Benedetto, dentro le norcinerie tipiche.

Norcia

Ricordo la promessa che l’anno successivo saremmo tornati per vedere la famosa fiorita delle lenticchie che trasforma i campi della vallata in quadri impressionisti.

Ricordo che, quando mio nonno se ne è andato, lo scorso inverno, mi sono ripromessa che a Castelluccio, a vedere quello spettacolo di colori unico al mondo, ci sarei andata io per lui.

E così è stato. Ed è stato un colpo al cuore, per la meraviglia!

castelluccio-di-norcia

Come un colpo al cuore – per il dolore – è stato vedere quelle case, quelle vite, distrutte.

Ora, Perugina, insieme a Regione Umbria e Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, sogna e lavora per far rinascere questo angolo di bellezza e speranza nel cuore dell’Italia.

L’obiettivo è realizzare un ‘Villaggio per le attività produttive ed economiche’ per la ripresa sociale, culturale e turistica della zona.

Ma c’è bisogno dell’aiuto di tutti. E noi ci siamo!

Per saperne di più e contribuire alla raccolta fondi: www.rinascitacastelluccio.it

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