Riflessioni

In dolce attesa: in viaggio verso l’avventura più grande della nostra vita

4 marzo 2018

Cuore mio,

ti ho già dedicato migliaia di pensieri e parole nella mia mente e nei miei diari ma finora, insieme a tuo papà Luca, abbiamo custodito questa notizia con discrezione e amore, come si fa con le cose più preziose, quelle che nemmeno ti sembrano vere fino in fondo da quanto sono speciali e sconvolgenti.

Qualche mattina fa l’app del cellulare mi ha ricordato che siamo alla ventesima settimana, a metà del nostro viaggio e così ho deciso di lasciarmi andare e provare a mettere qualcosa nero su bianco in questo spazio online, perché tutta questa felicità, tutta l’energia che sento crescere di giorno in giorno dentro di me, ha bisogno di essere espressa e condivisa.

Sei il frutto di un autunno frizzante e accogliente e arriverai in un’estate piena di luce e calore. Nel mezzo nove mesi di dolce attesa, di cambiamenti importanti, di piccole, impercettibili sensazioni che si fanno sempre più evidenti.

La prima volta che ho avuto l’impressione che tu fossi con noi, dentro di me, eravamo a passeggio tra gli alberi delle Fonti del Clitunno, nella mia amata Umbria.

Era tutto come prima, eppure era tutto già diverso. Io, i miei occhi, i mie movimenti. C’era una luce magica quel giorno e tuo padre non la smetteva di fare foto e parlare del futuro, senza sapere che il futuro, era già lì, in mezzo a noi.

Ricordo che da lì siamo andati a Spello, abbiamo visitato chiese e camminato tra vicoli e piazzette di uno di quei borghi medievali che tanto ci piacciono e quando ci siamo fermati a mangiare all’enoteca io ho rifiutato il tagliere norcino con tanto di vino rosso – il mio preferito – e ho optato per una vellutata di ceci. Era fatta! Non ero più io ma tu a dettare legge, in barba a tutti i miei discorsi di anni sull’autonomia e l’autodeterminazione.

Dopo qualche settimana abbiamo avuto la conferma che eri davvero dentro di me. Sono arrivate le feste di Natale e mentre facevamo l’albero con le decorazioni comprate durante i nostri viaggi contavamo i giorni che ci dividevano dalla prima ecografia. Il nostro primo vero incontro.

dolce attesa

Da allora sono passati mesi, siamo stati a Greccio, in giro per Roma, abbiamo passeggiato al lago e respirato in mezzo alla natura e a me sembra di aver perso ogni cognizione dello spazio e del tempo.

Tutto è così rarefatto eppure così reale. Ho deciso di ascoltarmi, di prendermi del tempo, di organizzarmi diversamente con il lavoro, di godermi questo momento prezioso e indimenticabile. Ho rallentato per me e per te, perché ora non c’è nulla e nessuno di più importante.

L’ho capito il giorno in cui mi sono sentita pronta a perdere tutto pur di difendere il tuo piccolo essere dentro di me; pochi centimetri di puro amore incondizionato che ridisegnano la scala delle priorità e mi fanno pensare che sono disposta a lottare contro tutto e tutti per il nostro futuro e per la tua felicità.

Ho ascoltato il mio corpo, il mio cuore, ho imparato, ancora una volta, da madre natura il rispetto e la dedizione.

A proposito di natura, qualche giorno fa una neve straordinaria è giunta fino a noi, qui in pianura, e ha trasformato lo spazio tutto intorno in un luogo incantato e fuori dal tempo, proprio come mi sento io, ogni volta che fantastico di te e costruisco con la mente i mille futuri possibili che ci aspettano.

Mi fermo ad immaginare il tuo sguardo, il tuo odore e accarezzo con il pensiero i tuoi lineamenti: chissà a chi somiglierai, chissà se avrai i miei capelli rossi, se avrai il sorriso buono e accogliente di tuo padre, se i tuoi occhi saranno castani come i nostri oppure per una strana combinazione dei nostri DNA avrai quelli grigio azzurri di mio nonno.

Fantastico sul tuo carattere e rifletto su tutto quello che vorrei, vorremmo insegnarti. Vorrei che fossi coraggioso e gentile, umile e curioso, aperto al mondo ma cosciente che esiste il bene come esiste il male e che spetta a noi scegliere da che parte stare.

Non è un mondo facile quello in cui nascerai ma non dobbiamo avere paura e non dovrai averne nemmeno tu, perché insieme si può arrivare ovunque. E sarà stupore e meraviglia, e saranno lacrime e sorrisi, e saremo noi tre che giorno dopo giorno impareremo ad essere una famiglia.

Tu sarai il nostro angelo, la nostra guida: il nome che abbiamo scelto per te racchiude tutta la luce del mondo che è sopra di noi; è il nome di un arcangelo – e non poteva essere altrimenti. Il nome di chi annuncia liete novelle, di chi porta gioia e forza d’animo.

Da quando sei con me, con noi, tutto ha una luce e un profumo diversi e sempre più spesso il mio lato cinico lascia spazio a una tenerezza mai conosciuta prima. E poi, poi ci sono i momenti di debolezza. Saranno gli ormoni, o chissà cosa, ma di notte, quando l’insonnia mi colpisce e le coperte si fanno pesanti come un cielo nero, volo con la fantasia e mi domando se riuscirò ad essere una buona madre, la madre di un figlio maschio, per giunta.

Sarò in grado di darti gli strumenti per diventare un uomo con la U maiuscola? Riuscirò a trasmetterti il senso della famiglia, dell’amore, del rispetto, dell’onestà, di quei sentimenti antichi come la gentilezza e la gratitudine, che sembrano passati di moda e di cui invece c’è sempre più bisogno? Sarò capace di accompagnarti per la tua strada con presenza attenta e al tempo stesso discreta e al momento giusto lasciarti andare? Saremo capaci di tutto questo?

Le domande sono tante, così come i dubbi: ma ancora più forte è la voglia di averti tra le mie braccia e iniziare tutti e tre il nostro viaggio più bello insieme: così mi dico che imparerò proprio come tu imparerai a conoscermi e riconoscermi, a comunicare e camminare, tu figlio e io madre. Tua madre!

Ps. Tutte le foto sono di Luca Storri, che è un bravissimo fotografo, mio marito e soprattutto il futuro papà. 🙂

 

 

 

 

 

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