Spagna

Pensieri sparsi su Lanzarote, la nostra isola del cuore

11 giugno 2017

Fino a una settimana fa quando pensavo al vento, quello vero, potente, sshe ti scuote l’anima e sola pensieri, pensavo alla Sardegna del mio viaggio di maturità e alle Cliff of Moher, nella nostra amata Irlanda.

Dopo questo viaggio, ogni volta che sentirò il vento sulla pelle mi tornerà in mente Lanzarote, che mi ha travolto e fatto sentire leggera come pochi altri posti al mondo.

Che mi ha fatto smettere di preoccuparmi per i capelli fuori posto, che mi ha fatto vestire nei modi più improbabili per difendermi dalla terra che si alza e ti colpisce come a risvegliarti da un sogno, che mi ha fatto ridere a crepapelle quando salendo fino dentro alla caldera di un vulcano ho rischiato davvero che una raffica di vento mi portasse via e mi sono aggrappata a Luca come una zavorra. La mia zavorra. La mia colonna. L’altra metà che da senso a tutto.

Un’altra magia che ha fatto Lanzarote è stata quella di fermare il tempo e farci ritrovare, facendoci pensare solo a noi e al nostro amore. Un anno di matrimonio e finalmente una settimana tutta per noi, per condividere momenti preziosi, lontano da tutto e tutti e scoprire un luogo nuovo che ci ha letteralmente stregati e rubato un pezzo di cuore.

Mentre l’aereo ci riportava verso casa ne eravamo già certi: Lanzarote ormai è la nostra isola dell’anima. Un posto che ci ha guarito alcune ferite e messo in ordine i pensieri, con quella leggerezza calviniana che è solo consapevolezza della vita e capacità di prendere le cose per il verso giusto, come i gabbiani che assecondano questo fortissimo vento isolano che sembra voler avere la meglio e alla fine vanno comunque dove vogliono loro.

Consapevolezza. Della vita, della fortuna che abbiamo nell’avere la nostra meravigliosa famiglia, amici speciali, una casa tutta nostra, la passione per i viaggi, la fotografia e la scrittura che stiamo facendo di tutto per trasformarla nel nostro unico lavoro.


Della natura, della sua infinita creatività, della ua forza, del rispetto che le dobbiamo, sempre. Manrique, l’uomo a cui questa isola deve davvero tutto, diceva che era necessario passare dall’estetica all’etica e io non posso che essere d’accordo con lui.

Lanzarote è un esempio di amore per la natura e valorizzazione del territorio, di armonia totale tra paesaggio e uomo, di rispetto e amore per la propria terra, per la sua storia e per i suoi elementi.  Leggerezza. Nel prendere le cose meno di faccia, nel capire le nostre priorità, circondarsi di sole energie positive e ricordarsi che c’è sempre tempo per rallentare, godersi il momento, concedersi un abbraccio, regalare un sorriso.

La Spagna in questo è maestra e Lanzarote non fa eccezione.

Se chiudo gli occhi sento ancora il profumo dell’oceano, il vento tra i capelli, il sole sulla pelle, il silenzio dei villaggi bianchi dell’entroterra, l’odore forte di bouganville.

Mentre Luca sviluppa le foto della nostra settimana a Lanzarote rivivo ogni istante, rivedo tutto, le strade sterrate, le distese di lava, i panorami pazzeschi, i colori che cambiano in base alla luce, la violenza delle onde, il pesce appena arrivato al porto, le stanze di Saramago, il laboratorio di Manrique, i sorrisi degli anziani del posto, i bambini che giocano in strada.

E mi accorgo di essere arrivata alla fine del post senza un senso logico, ma solo con la voglia di mettere nero su bianco le prime impressioni su quest’isola fantastica di cui non vediamo l’ora di raccontarvi tutto.

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