Riflessioni

Sul valore del tempo e sull’amore per noi stessi e per la vita

15 aprile 2017
“Non sopporto più le persone che mi annoiano anche pochissimo e mi fanno perdere anche un solo secondo di vita”.
Ho letto questa frase mentre scorrevo distrattamente la bacheca di qualche social; ho iniziato a ripetermela nella mente e milioni di pensieri hanno iniziato a scorrermi lungo la schiena.
 
La frase in questione è di Goffredo Parise, lo scrittore di cui qualche anno fa ho visitato la bellissima casa in riva al fiume Piave, in Veneto.
 
A mente fredda, dopo tanti ragionamenti e momenti di riflessione e consapevolezza, non posso che sottoscrivere ogni sua parola: ho imparato il valore del tempo, del nostro tempo che, oggi più che mai, è troppo prezioso per essere perso dietro a persone, argomenti e attività che ci tolgono energie senza darci nulla in cambio.
 
Voglio concentrarmi sulla bellezza che ho intorno, circondarmi di persone positive e di buone vibrazioni; voglio coltivare la gratitudine, imparare dalla natura a dare senza chiedere nulla in cambio, se non il rispetto e la cura. 

Avere cura di qualcuno e ancora prima avere cura di noi stessi è uno degli atti di amore più grandi e sinceri che possiamo fare.
Vuol dire volerci bene, preoccuparci per qualcuno, mantenere un legame, tenerlo per mano, accompagnarlo verso nuove evoluzioni.
Tra pochi mesi compirò 30 anni: ho ancora un’infinità di cose da imparare, molte non riuscirò a farle mie e continuerò a sbagliare, ma di una cosa sono certa. Ho finalmente scoperto il valore del tempo e di me stessa.
Sul lavoro così come nella vita di tutti i giorni.
E ho imparato a dire di no. Ho imparato che non devo e non voglio piacere a tutti i costi, anzi voglio che chi mi sta accanto sappia bene come sono e per questo – o nonostante questo – scelga di rimanerci.
Dire di no è un lusso che non pensavo di potermi permettere. Significa essere disposti a perdere occasioni, collaborazioni, rapporti. Ma significa anche avere tempo, energie da spendere per quello che davvero conta per noi.
Così ho scelto di non uscire quando non ne ho voglia, preferendo un libro sul divano con la testa sul petto di mio marito e una tisana calda o un dolce da condividere.
Così ho creato il mio piccolo meraviglioso mondo, con pochi amici preziosi che rendono speciale ogni momento trascorso insieme, che con un abbraccio possono cambiare il verso di una giornata storta, che hanno davvero voglia di condividere un pezzo di vita con me, con noi.
E così ho imparato a dare un valore al mio tempo, al mio lavoro, alle mie capacità, quando tutti ti chiedono di svenderti e di adattarti.
Perché io il mio lavoro lo so fare, senza presunzione ma anche senza falsa modestia. Lo so fare perché lo amo. Perché non c’è nulla al mondo che mi fa stare bene come la mano che scorre lungo un foglio o sulla tastiera, a intessere trame come fili di seta che con delicatezza colora la vita di mille storie, sempre nuove e sempre diverse.
A conti fatti ho perso diverse opportunità, in più di un’occasione è stata scelta la persona più giovane, più flessibile, con un preventivo più economico. Ma va bene così, si incassa e si va avanti perché quando credi in te alla fine anche gli altri dovranno farlo.
E chi non è disposto a farlo sarà solo l’ennesimo ramo secco da tagliare per andare avanti più leggera e felice.
Di quella leggerezza positiva, interiore, che profuma di benessere, equilibrio ed armonia. Che ti fa eliminare il superfluo, il negativo, il dannoso. Che ti fa mettere a fuoco le priorità della vita e ti fa concentrare sulle piccole grandi cose di ogni giorno che ti fanno sorride il cuore, la testa e lo stomaco.
Troppo spesso sprechiamo energia, forze, fiato, momenti — vita insomma — per delle cose che a mente lucida sono inesistenti, per nulla importanti.

Passiamo la vita a districarci tra arrabbiature, liti, scontri, inutili sprazzi di orgoglio, affanni, pretese assurde, senza nessun valore e ci dimentichiamo di quanto siamo fortunati, di quanto potremmo essere felici.

E allora facciamo di tutto per esserlo davvero felici.

E cosa mi fa veramente felice? Viaggiare certo, ma anche e soprattutto trascorrere le sere a cena con la mia famiglia, mio marito, i miei genitori, le persone che ci vogliono bene. 

Mi fa felice aprire le finestre di casa mia e vederla inondata di luce; regalarmi un mazzo di fresie e anemoni freschi senza un motivo preciso, le pagine che leggo, e quelle che scrivo. 

Mi fa felice passeggiare mano nella mano con Luca; mi fanno felice gli abbracci di mia mamma, le chiacchiere con il mio papà, un giro al lago, l’aria buona di mare, i vestiti leggeri e i maglioni di lana pesanti, la torta di mele e cannella appena uscita dal forno, un bicchiere di vino rosso siciliano, l’odore di basilico che mi ricorda la casa in cui sono nata.

E ancora, vedere Luca che scatta fotografie, le fusa di un gatto, cucinare per chi amo, gli abbracci delle amiche sincere, i sorrisi delle mie nipotine appena nate, le sere passate ad immaginare come saranno i nostri di bambini e come li chiameremo.  

Perché sono le piccole grandi cose che rendono ogni giorno un giorno speciale, che mi ricordano di quanto sono fortunata.

Ho scritto questo post senza uno scopo preciso. Solo con la voglia di mettere nero su bianco tutte le mie nuove consapevolezze.

Sono una sognatrice, a tratti sdolcinata, a tratti cinica.
Non amo le mezze misure, i compromessi, il quieto vivere.
Voglio vivere intensamente, amare con tutta me stessa.
Non sono mai stata e mai sarò una donna in carriera, e la cosa, ormai, non mi dispiace nemmeno un po’.
Perché siamo tutte diverse ed è giusto così, ed è bellissimo così.

La lezione in fondo, è uguale per tutti.

Amiamo, ridiamo, abbracciamoci; ricordiamoci di dire ti voglio bene, di non andare mai a letto senza aver fatto pace, di cercare il bello in ogni cosa, di eliminare tutto il superfluo, quello che ci toglie energie, che ci fa male, che non serve a nulla. Concentriamoci su quello che abbiamo, su quello che davvero vogliamo, sulle persone che davvero contano e su di noi.

Ricordiamoci di splendere. Sempre! ❤


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