Toscana

Pitigliano: la perla di tufo della Maremma Toscana

8 giugno 2018

Il più famoso dei borghi di tufo della Maremma è sicuramente Pitigliano, un piccolo angolo di meraviglia arroccato su un’alta dorsale tufacea e circondato da una natura rigogliosa tipica di questa parte di Toscana e da burroni che sono pieni di grotte scavate nella roccia di tufo.

Il percorso ideale alla scoperta di Pitigliano in Toscana parte dal belvedere, una terrazza panoramica circondata da alberi e panchine, perfetta per immortalare il profilo di questo scenografico borgo con le tipiche case torri e le case costruite sul filo della rupe formando un corpo unico con il masso tufaceo che lo costituisce.

Il paese di Pitigliano è stato abitato fin dall’età del Bronzo ed ha poi ospitato un insediamento Etrusco; di quel periodo rimangono delle antiche necropoli e alcuni tratti di mura in grandi blocchi di tufo, nella parte settentrionale, accanto alla Porta di Sovana.

Successivamente fu città romana e feudo medievale, prima della famiglia degli Aldobrandeschi e poi di quella degli Orsini, per passare all’inizio del XVII secolo a far parte del Granducato di Toscana sotto la famiglia dei Medici.

Il paese che vediamo oggi è proprio quello voluto nel Medioevo dagli Orsini, che elesse Pitigliano a Capitale di Contea e fece costruire l’imponente Palazzo Orsini che attualmente appartiene alla Curia Vescovile ed è sede della Diocesi di Pitigliano, Sovana e Orbetello oltre a ospitare il Museo Civico Archeologico, il Museo di Palazzo Orsini e la Biblioteca Comunale.

Dal belvedere si prosegue verso il cuore del borgo, entrando da piazza Petruccioli e dalla porta del bastione meridionale della Rocca di origine aldobrandesca per poi costeggiare l’acquedotto mediceo con le sue caratteristiche arcate a picco sul masso tufaceo che termina con le tre fontane in Piazza della Repubblica.

Il centro storico si sviluppa da qui in una serie di vie, vicoli e piazzette caratteristiche su cui si affacciano tipiche botteghe artigiane, negozi vintage e rivendite di prodotti tipici locali.

Da non perdere, in piazza San Gregorio, la Cattedrale a navata unica, di origine settecentesca e la Chiesa di Santa Maria, risalente al XII secolo, che oggi presenta una facciata cinquecentesca e un interno a tre navate frutto di una ristrutturazione successiva.

Proseguendo ancora tra i vicoli si accede al caratteristico Ghetto Ebraico che si iniziò a popolare intorno al XIV secolo. Al suo interno strette vie, antiche abitazioni, un vecchio forno, l’Archivio, la Scuola Ebraica e la Sinagoga del XVI secolo, recuperata dopo anni di degrado alla fine del secolo scorso.

 

 

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2 Comments

  • Reply Jules 13 giugno 2018 at 13:11

    Mi sono sempre piaciuti i paesini un po’ arroccati, deve essere molto bella! Grazie per avermela fatta scoprire!

    https://julesonthemoon.blogspot.com

    • Reply Erika Francola 13 giugno 2018 at 15:26

      Grazie a te per aver commentato 🙂 I borghi arroccati sono troppo affascinanti!

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